Edizione italiana · 221 pagineCrusca · Treccani · Zanichelli
La parola · Luca Cervadoro
La parola che mancava a chi è partito.
di·mo·ràn·za, sostantivo femminile
La permanenza di un luogo dentro chi se n’è andato, e dentro i figli dei suoi figli, a distanza di oceani e di generazioni.
Se la tua famiglia è partita da un paese del Sud, questo libro parla di te. Dieci saggi, sei lingue, e in fondo al volume un certificato con una riga bianca che aspetta il nome di un antenato.
La dimoranza è una voce antica: sta nel Vocabolario degli Accademici della Crusca fin dalla prima impressione del 1612, cammina dal Trecento alla fine dell’Ottocento, poi per un secolo nessuno la scrive più. L’11 settembre 2026 è stata segnalata all’Istituto della Enciclopedia Italiana con il significato nuovo e con il dossier delle attestazioni. Il 30 settembre l’Istituto ha pubblicato la segnalazione sul proprio sito, nella rivista Lingua italiana, e ha risposto.
«Una voce che nel Novecento si inabissa nelle falde freatiche del non uso, per ripullulare ora, con un’altra accezione, nella proposta del nostro lettore.»
«Monitoreremo senz’altro l’eventuale diffusione nell’uso di dimoranza, pronti a registrarlo tra i neologismi quando venga superata una certa soglia di attestazioni, anche fuori dalla Calabria.»
Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, 30 settembre 2026
Diciamolo chiaramente
Questa non è una registrazione. La dimoranza non è entrata nel Vocabolario, non è stata riconosciuta né approvata. La Treccani ha pubblicato la definizione e ha scritto a quale condizione la registrerebbe. La condizione è una sola: che la parola venga usata anche fuori dalla Calabria. E questo non dipende da noi, dipende da chi la usa.
Nella seduta n. 469 l’Assemblea del Senato della Repubblica ha annunciato la petizione n. 2097: chiede il riconoscimento della dimoranza e la possibilità per ogni Comune italiano di istituire il Registro dei Dimoranti. Lo stesso giorno la petizione è stata assegnata alla 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali. Non è una legge, e lo diciamo per primi noi: è una richiesta messa a verbale, con un numero, un protocollo e una scheda permanente negli archivi del Senato.
La scheda integrale della petizione n. 2097 dalla banca dati del Senato, con il titolo breve scritto dagli uffici del Senato e l’assegnazione alla 1ª Commissione.
Il testo che apre DIMORANZA, scritto da Gregorio Colistra, letto per intero
dall’avvocatessa Merilisa Del Giudice, Assessore alla Cultura del Comune di Maida.
Tre minuti e quarantotto secondi, senza tagli.
3 : 48
Il testo
Gregorio Colistra
autore della prefazione
La voce
Merilisa Del Giudice
Assessore alla Cultura, Comune di Maida
Se non parlate italiano, aprite i sottotitoli e scegliete la vostra
lingua: la traduzione è automatica.
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L'edizione italiana
Il trattato
Dieci ricerche in quattro parti, dalla Cicerata sulla Lingua al Patto di Sangue.
Nessun euro speso in pubblicità, nessun editore alle spalle. Primo posto nelle novità di Etnografia ed Etnologia il 2 e il 20 agosto 2026. Primo posto nelle novità di Antropologia l'11 agosto, sessantesimo giorno dall'uscita. Da giugno il titolo non è mai uscito dalle prime posizioni delle sue categorie.
La quarta di copertina
«La Dimoranza non è nostalgia. È la forza di un borgo di scrivere il proprio codice nel sistema nervoso dei discendenti.»
dal capitolo I del Prologo
Esiste una parola che la lingua italiana non aveva ancora pronunciato. Adesso esiste.
Si chiama DIMORANZA: la condizione per cui un luogo continua ad abitare interiormente una persona, e i suoi figli, e i nipoti dei suoi figli, anche oltre l'oceano e i secoli.
Frutto di dieci anni di ricerca, il trattato dimostra che i borghi italiani non sono periferie morenti, ma server identitari sempre attivi nelle vite di milioni di discendenti sparsi nel mondo.
Dieci saggi, un manifesto in dieci capitoli, un glossario fondativo e un'appendice bibliografica che dialoga con Proust, Jung, Eliade e Rovelli. Con la prefazione di Gregorio Colistra.
Per chi è partito. Per chi non è mai venuto. Per chi cerca una parola che non esisteva.
Le voci
Chi l'ha letto
Diciotto recensioni su Amazon.it, tutte cinque stelle. Arrivano da Maida, dalla Germania, e da chi il paese non l'aveva mai visto.
La voce delle istituzioni
Assessore alla Cultura della Città di Maida
«Non sempre le persone abitano i luoghi, alle volte sono i luoghi ad abitare le persone.»
L'emigrazione ha un'evoluzione, le seconde e terze generazioni, figli, nipoti di emigrati, hanno un'evoluzione. Non si può descrivere come giungere in un posto dove i propri genitori, nonni, avi, hanno vissuto, costruito e appreso la propria essenza, significhi ritrovarsi.
Dimoranza racconta di come ci si possa identificare in un luogo in cui si può anche non essere mai stati ma, una volta lì, ci si ritrova: nel profumo delle pietanze cucinate, nell'affabilità e nei modi di fare delle persone, nei paesaggi e negli scorci raccontati come in una favola, magari dai propri nonni.
Dimoranza è un'opera letteraria che, da amministratrice, ho voluto valorizzare e portare all'attenzione dei lettori del luogo, organizzandone la presentazione.
Il nostro territorio vive oltre lo spazio fisico in tanti emigrati, nei modi genuini che si sono tramandati di generazione in generazione, nelle ricette mediterranee che superano ogni distanza, nell'importanza della famiglia, nella tenacia del carattere, nel tramandare la propria fede e le usanze religiose del posto oltre i confini italiani, nella solidarietà.
Dimoranza è un concetto che, al di là delle teorie, che possono essere concretizzabili o meno, condivisibili o meno, arriva «alla pancia» di tantissimi lettori. Tanti sono i dimoranti che portano nel cuore la propria terra. Invito alla lettura di questo libro.
Merilisa Del Giudice
Avvocata, Assessore alla Cultura della Città di Maida
Dai social
«Ha avuto il merito di dare un nome a un sentimento che molti conoscono ma che è difficile spiegare: quello dell'appartenenza alle proprie radici, ai luoghi, ai ricordi e alla propria identità.»
«Con una scrittura autentica e intensa, Dimoranza racconta ciò che spesso si prova ma non si riesce a esprimere a parole. Se cercate un libro capace di emozionare e far riflettere, ve lo consiglio.»
«I borghi del Sud non sono semplici periferie in declino, ma serbatoi identitari attivi.»
La scelta di impostarla come concetto non è nostalgia, è più profondo: è il vero gancio teorico del libro. Un taglio interdisciplinare che mira a trasformare la dimoranza in una vera categoria, accanto a ius soli e ius sanguinis. Lo consiglio soprattutto ai giovani.
★★★★★Tino Paone· 5 agosto 2026
«Uno di quei libri che continuano a lavorarti dentro anche dopo aver chiuso l'ultima pagina.»
Da architetta mi occupo ogni giorno di luoghi e di abitare. Pensavo di conoscere bene questi temi, ma questo libro mi ha offerto una prospettiva nuova. L'ho letto con attenzione, studiandolo come faccio con ogni progetto.
★★★★★Mara Varia· architetta · 5 agosto 2026
«Ha smosso ricordi e profumi della mia infanzia.»
Letto in un fiato. Impressionante il racconto dell'avvocato Gordon che, pur non essendo mai venuto a Maida, si è commosso davanti alla cicerata sentendo nel profondo le sue origini.
★★★★★Matilde De Paola· 5 agosto 2026
«Geht unter die Haut. Entra sotto la pelle.»
Con un'intuizione tanto semplice quanto rivoluzionaria, Luca Cervadoro offre una prospettiva nuova sull'identità, sulle radici e sull'emigrazione. Più che un saggio, è un'opera che dà un nome a esperienze che molti hanno vissuto ma che nessuno aveva ancora saputo esprimere con tanta profondità.
★★★★★Lia Amantea Hecht· Germania · 8 luglio 2026
«Un cuore pulsante sotterraneo, come se esistesse un organismo di reti e connessioni.»
A volte basta soffermarsi su un particolare, un uscio, una casa, una piazza, e rimembranze remote, neuronali, ataviche riconnettono e disseppelliscono storie vissute che diventano subito proprie.
★★★★★Roberta· 5 agosto 2026
«Anche l'utopia, la fantasia, il sogno possono diventare realtà.»
Originale, stimolante, a volte commovente. Un'impostazione scientifica che si mescola con naturalezza ai sentimenti, per far nascere una proposta concreta, non banale.
Il secondo tasto è per chi il libro lo ha comprato in edicola
o in libreria, per chi lo ha ricevuto in dono, e per chi su Amazon non ha i requisiti
per recensire. Vale esattamente quanto l’altro.
I dati servono soltanto a pubblicare la recensione e a rispondervi,
e non vengono ceduti a nessuno. Per cancellarla in qualunque momento basta scrivere a
info@dimoranza.it.
Sei lingue
Lo stesso libro, sei volte
Nessun libro nato a Maida era mai stato tradotto in cinque lingue. Ogni discendente, in qualunque parte del mondo si trovi, può leggerlo nella lingua in cui pensa.
Da qui è partito tutto. Dieci ricerche in quattro parti. È l'edizione che ha portato Maida in cima alla classifica di antropologia di Amazon.it, e quella da cui nasce la delibera che ha fatto del paese la prima Città della Dimoranza d'Italia.
Il filo d'oro. L'edizione francese si apre con un capitolo scritto direttamente in francese su Antonio Cristiani, il sarto di Maida che conquistò rue de la Paix. Combatté a Verdun e nelle Argonne, e finì citato in un romanzo del presidente dell'Académie Goncourt: «Chez Cristiani, rue de la Paix, le meilleur !»
Per Leo. Il portoghese ha una parola che l'italiano non ha, saudade, e dice quasi la stessa cosa della Dimoranza. Leo, cane di razza incerta, era accanto a Luca il mattino d'aprile in cui è nata l'idea, mentre annusava le pietre normanne nei vicoli. Alzò il muso da una pietra e lo guardò «come se sapesse, prima di me, che cosa stesse per accadere».
Il cerchio di Londra. È in catalogo da Foyles, Charing Cross Road. A Londra i quartieri di Maida Vale e Maida Hill portano il nome della battaglia del 4 luglio 1806.
Il ponte di Olten. L'edizione tedesca è l'unica con una prefazione che rivela la nascita dell'autore in Svizzera, e una pagina scritta apposta per le macchine che leggono.
Verso l'Argentina. È l'edizione che segue la diaspora calabrese in America Latina. In catalogo da Orell Füssli a Zurigo, fondata nel 1519, la più antica libreria del mondo ancora in attività.
Natale 2026
Un regalo che attraversa il mare
Questo libro esiste in sei lingue per una ragione sola: ogni famiglia di questo paese ha qualcuno che ormai pensa in un’altra. Quest’anno, a chi è lontano, puoi far arrivare la parola che dà un nome a quello che si porta dentro. Nella sua lingua, direttamente a casa sua, ovunque sia.
Spedizione Amazon in tutto il mondo. Per arrivare sotto l’albero oltreoceano conviene ordinare entro i primi di dicembre.
L'atlante
Dove si trova nel mondo
Un libro autopubblicato, senza editore e senza un euro speso in pubblicità, entrato da solo nei cataloghi di cinque continenti. Diversi rivenditori esteri lo sponsorizzano con denaro proprio.
Walmart Business · Books-A-MillionStati Uniti · 16,99 $
Publica.now · SanbornsBrasile e Messico
Asia e Oceania
Eslite 誠品線上, TaipeiPrima libreria al mondo aperta 24 ore
Coupang, Taiwan425-625 TWD
Mighty Ape, Nuova Zelanda44,99 $ NZ
Fino ai confini
SurinameParamaribo, cataloghi librari
AbeBooks · GoodreadsCataloghi internazionali
Corso Numistrano, Lamezia Terme
L'edicola di Giuseppe Cerminara
C'è un posto, in Italia, dove la Dimoranza non si ordina: si prende dallo scaffale. È l'edicola storica di Corso Numistrano, che da sempre cura con professionalità la cultura di Lamezia.
Giuseppe Cerminara ha annunciato il libro nel gruppo AMA LAMEZIA TERME e ha girato di sua iniziativa un video della vetrina, dando visibilità a tutti gli autori esposti. Gratuitamente.
Corso Numistrano, Lamezia Terme. Il chiosco verde, a destra della chiesa. Fotografia di Pino Elia.
Quello che hanno scritto i giornali
L'angolo del lettore
Una tesi antropologica che diventa una deliberazione comunale approvata all'unanimità è una cosa che in Italia non era mai successa. Se ne sono accorti i giornali, e qui si può leggere quello che hanno scritto.
Il Quotidiano del Sud, edizione L'Altravoce, sezione Lamezia Terme e Piana. Due articoli a firma di Antonio Ciliberto, prima e dopo il voto del Consiglio comunale.
Il Quotidiano del Sud · L'AltravoceVerso la «Città della Dimoranza». Cittadinanza affettiva per i discendenti degli emigrati nel mondodi Antonio Ciliberto
Il Quotidiano del Sud · L'Altravoce, p. 14Città della dimoranza, approvata mozione in Consiglio comunaledi Antonio Ciliberto
La sala stampa raccoglie tutto il materiale del progetto: la deliberazione n. 25 con i suoi allegati, il regolamento del Registro dei Dimoranti, il kit per le redazioni, il carteggio con l'Accademia della Crusca, le copertine e le fotografie. Si scarica tutto liberamente, senza doverlo chiedere a nessuno.
Per richieste diverse, comprese le copie del volume in PDF: stampa@dimoranza.it
Vena di Maida · Piazza Skanderbeg · 25 luglio 2026
La sera in cui la piazza si è riempita
Vena è arbëreshe dal Cinquecento e ha tenuto intatte lingua, abito e tradizioni: per la Dimoranza è il popolo più dimorante del mondo. Quando gli hanno proposto la prima presentazione, Luca Cervadoro ha detto sì a una condizione, «ma a Vena».
Rassegna «Orizzonti Letterari»
Vena di Maida, 25 luglio 2026 · Piazza Skanderbeg, ore 19:00.
Saluti istituzionali del sindaco Salvatore Paone, dell'assessore alla Cultura Merilisa Del Giudice e del presidente della Pro Loco Vena Francesco Panza. Dialoga con l'autore l'architetta Mara Varia.
Con il patrocinio di
Città di Maida
Provincia di Catanzaro
Pro Loco Vena APS
Ordine degli Architetti di Catanzaro
Piazza Skanderbeg all'imbrunire. Rassegna Orizzonti Letterari, 25 luglio 2026, con il patrocinio della Città di Maida, della Pro Loco Vena APS e della Provincia di Catanzaro.
Il pubblico di Vena.La piazza vista dall'alto, sul mosaico di pietra.Il dialogo con l'autore, sotto le locandine della rassegna.
Fuori commercio
Il volumetto di Vena
Da quella sera è nato un libretto dedicato a Vena, a licenza libera, che si regala e non si vende: Gjaku ynë i shprishur, «il sangue nostro sparso». È il motto tradizionale arbëresh, e dice la stessa cosa della Dimoranza cinque secoli prima che avesse un nome.
Contiene un invito esplicito: chi lo traduce in arbëresh ne diventa coautore.
Edizione gratuita, fuori commercio. ISBN 979-8194307449. L'emblema è la chioccia e i sette pulcini d'oro, dalla leggenda della Madonna di Bellacava: sette punti attorno a un centro, anche costellazione della diaspora.
Quattro minuti e ventiquattro
La canzone della Dimoranza
«Mi ha lasciato partire e mi ha tenuto sempre.»
Il ritornello viene dalla dedica dei ringraziamenti del libro. Le strofe vengono dalle Voci della Diaspora: il fagotto con il foglio dei nomi dei morti, la pasta coi ceci di Philadelphia, il castello sognato da Melbourne. La coda è l'ultima riga del Saggio X: tutto il resto è geografia, questo soltanto è destino.
È nata dal confronto fra tre persone, Giuseppe Perri, Romolo Russo e l'autore, su un tema che nessuno dei tre voleva trattare con leggerezza. La parola che Luca usa per definire quel lavoro è una sola: passione.
DIMORANZA
La sera, e le case di Maida
0:004:24
Musica generata con strumenti di intelligenza artificiale su testi tratti dal libro. Il video del brano è montato su sedici lastre in bianco e nero di interni di case di Maida.
Tre domande
Sei un dimorante?
Non è un test e non c'è una risposta sbagliata. Sono tre domande che il libro fa al lettore nelle prime pagine. Rispondi come viene.
1. Ti è mai capitato di riconoscere un odore, una luce o un rumore in un posto dove non eri mai stato prima?
2. Quando dici «al paese», intendi un luogo in cui non abiti?
3. Esiste una casa di cui non hai le chiavi e che continui a chiamare casa?
Il Consiglio comunale di Maida lo ha istituito all'unanimità. Non dà diritti né obblighi: dice soltanto, per iscritto, che un paese riconosce i propri figli sparsi nel mondo. Iscriversi è gratuito e aperto a chiunque, ovunque si trovi.
Il Registro sul telefono
Iscriviti in un minuto, in italiano, inglese o tedesco, e tieni l'icona della Dimoranza sulla schermata del tuo telefono. Nessun negozio, nessun costo: si installa dal browser in dieci secondi.
Tre messaggi a settimana, sempre alle 19:00. Il lunedì una storia di Maida, il mercoledì la voce di un dimorante, il venerdì una richiesta semplice. Non chiede dati personali e si esce quando si vuole, senza che nessuno lo veda.
Se preferisci non usare il modulo, puoi iscriverti scrivendo a registro@dimoranza.it, indicando le stesse informazioni.
I dati raccolti servono solo al Registro comunale e non vengono ceduti a nessuno. Il Registro ha natura ricognitiva, culturale e simbolica: non attribuisce diritti soggettivi e non comporta oneri di bilancio.
Ius loci latente
Maida, Città della Dimoranza
Accanto allo ius soli e allo ius sanguinis, il libro propone un terzo principio di appartenenza: fondato su memoria, identità e radici. Un Consiglio comunale lo ha votato.
Comune di Maida · Deliberazione n. 25 del 29 luglio 2026 · approvata all'unanimità
Prima Città della Dimoranza d'Italia
Maida ha 4.000 residenti e circa 30.000 discendenti nel mondo. Il 29 luglio 2026 maggioranza e opposizione hanno votato insieme e istituito:
il Registro Comunale dei Dimoranti
il Certificato di Dimoranza
la Giornata del Dimorante
La delibera è stata trasmessa ad ANCI Calabria, alla Regione Calabria e alla Prefettura di Catanzaro.
Nato a Olten, in Svizzera. Ha vissuto a Philadelphia. Vive a Maida da oltre quarant'anni. Il suo primo argomento a favore della Dimoranza è la propria biografia.
Documenta la storia di Maida su tre millenni da quindici anni, sotto il marchio editoriale #storiadimaida: pezzi giornalistici, studi, dossier civici. Dieci anni di quel lavoro sono confluiti in questo libro.
Non dice di avere scritto Dimoranza. Dice di averlo costruito: dieci capitoli come dieci ricerche.
Dieci saggi, 221 pagine, quattrocento grammi. Dentro c'è la parola che in italiano non esisteva, il principio dello Ius Loci Latente e, in fondo al volume, un certificato con una riga bianca che aspetta il nome di un antenato.
Spedizione gratuita per i membri Prime · Si acquista anche con la Carta della Cultura e del Merito · 5,0 su 5 con diciotto recensioni
Da ascoltare
Il Registro dei Dimoranti, raccontato
Due giornalisti raccontano il primo Registro dei Dimoranti d'Italia: che cos'è, a chi serve, e perché un elenco gratuito può valere più di un documento. Ventuno minuti per capire come si fa a essere riconosciuti da un paese in cui non si è mai stati.
Il Registro dei Dimoranti
Episodio 1 · 21 minuti · italiano
Poco tempo? C'è anche il trailer da 55 secondi: ascoltalo qui.
Dalla delibera del 29 luglio 2026 alla famiglia di Youngstown, in Ohio, che per prima al mondo ha chiesto di essere riconosciuta da un paese che non ha mai visto. Con la spiegazione di che cosa il Registro non è: non dà diritti, non riguarda la cittadinanza, non richiede documenti e non costa nulla.
Disponibile anche su Spotify, Amazon Music e Audible. Si può ascoltare anche senza iscriversi a nulla. L'iscrizione al Registro è gratuita e disponibile in sei lingue.
Da indossare
Il Vestito di Dimoranza
Una bussola vera che punta Maida da ovunque tu sia, l’orologio con il nome del paese e gli sfondi per il telefono. Niente da installare: si apre come una pagina e si indossa come un vestito.
La bussola dei figli lontani
Gratuito · per ogni telefono · niente da installare
Apri la pagina e tocca Attiva la bussola: l’ago ti dice quanto sei lontano da Maida e in che direzione è casa, che tu sia a Toronto, a Resistencia o a Melbourne. Gli sfondi si scaricano con un tocco. E con Aggiungi a schermata Home la bussola diventa un’icona sul telefono, come un’app.
Il calcolo della rotta avviene dentro il telefono: nessun dato esce. Le direzioni sono vere, calcolate dal municipio di Maida.
Novità editoriali
DIMORANZA II · in arrivo in primavera
Dimoranza racconta Dimoranza: il libro che racconta il libro.
Il primo volume era blu come la notte in cui questa parola ha dormito per quattro secoli. Il secondo è avorio come l’alba, perché la parola si è svegliata e questo libro racconta che cosa è successo da quel momento: le persone, i luoghi, le lettere arrivate da tutto il mondo, il cammino che dal libro ha portato a una deliberazione comunale votata all’unanimità.
In copertina, per la prima volta, una frase non scritta dall’autore ma da una lettrice: «Geht unter die Haut», entra sotto la pelle.
In libreria in primavera · seguite gli annunci su questa pagina
Da qualsiasi parte del mondo
Scrivi all'autore
Se la tua famiglia è partita da Maida, se hai una storia che nessuno ha mai messo per iscritto, se il libro ti ha toccato in un punto preciso, oppure se vuoi soltanto dire che sei arrivato fin qui: scrivi.
Ogni testimonianza raccolta finora è entrata in un articolo, in una serata o nel secondo volume. Nessuna è andata persa.
WhatsApp si apre con il messaggio già cominciato, da ogni paese e senza alcun costo. L'email arriva direttamente all'autore.
Sei un discendente e il tuo Comune non ti risponde? C'è lo Scrivano: scrivo io, per posta certificata, gratis.
Due biglietti da visita
Un sarto di Maida, cento anni fa
Antonio Cristiani faceva il sarto. Sul suo biglietto da visita c’erano due indirizzi, Milano e Parigi. Maida, dove era nato, non compariva: eppure era l’unico posto che non lo aveva mai lasciato.
Il biglietto di Antonio Cristiani, sarto. Milano, 1 Corso Vittorio Emanuele. Parigi, 2 Rue de la Paix.